Pari opportunità
UFFICIO DI COMPETENZA: SEGRETERIA
| Titolo | Descrizione | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Responsabile | Segretario Comunale - Dott.ssa Angela Iannello | ||||
| Personale | Sig. Orsini Francesco | ||||
| Indirizzo | Via XXV Aprile n.44 | ||||
| Telefono | 0131.272824 | ||||
| Fax | 0131.270337 | ||||
| segreteria@comunecastellazzobormida.it | |||||
| Apertura al Pubblico |
|
SCHEDA
Piano Azioni Positive periodo dicembre 2009 dicembre 2012 ex art. 48 D.lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna , a norma dell’art. 6 della legge 28 novembre 2005 n. 246”
PREMESSA
La legge 10 aprile 1991 n. 125 “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro” (ora abrogata dal D.lgs. n. 198/2006” codice delle pari opportunità tra uomo e donna “, in cui è quasi integralmente confluita) rappresenta una svolta fondamentale nelle politiche in favore delle donne, tanto da essere classificata come la legge più avanzata in materia in tutta l´Europa occidentale. Il percorso che ha condotto dalla parità formale della legge n.903 del 1997 alla parità sostanziale della legge sopra detta è stato caratterizzato in particolare da:
- l’ istituzione di osservatori sull´andamento dell´occupazione femminile;
- l´obbligo dell´imprenditore di fornire informazioni sulla percentuale dell´occupazione femminile;
- il mantenimento di determinate proporzioni di manodopera femminile;
- l’´istituzione del Consigliere di parità che partecipa senza diritto di voto alle Commissioni regionali per l´impiego, al fine di vigilare sull´attuazione della normativa sulla parità uomo-donna.
Il D.lgs. 11 aprile 2006 n. 198, all’art. 48,- prevede che: “ Ai sensi degli articoli 1, comma 1, lettera c), 7, comma 1,e 57, comma 1 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i comuni e gli altri enti pubblici non economici, sentiti gli organismi di rappresentanza previsti dall’art. 42 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, ovvero, in mancanza, le organizzazioni rappresentative nell’ambito del comparto e dell’’area di interesse, sentito inoltre in relazione alla sfera operativa della rispettiva attività, il Comitato di cui all’art.10, e la Consigliera o il Consigliere nazionale di parità, ovvero il Comitato per le Pari Opportunità eventualmente previsto dal contratto collettivo e la Consigliera o il Consigliere di parità territorialmente competente, predispongono piani di azione positive tendenti ad assicurare, nel loro ambito rispettivo, la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne. Detti piani, tra l’ altro, al fine di promuovere l’inserimento delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate, ai sensi dell’art.42 comma 2 lettera d), favoriscono il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche ove sussista un divario tra generi non inferiore a due terzi…. Omissis…. I Piani di cui al presente articolo hanno durata triennale (…)”.
L’obbligo normativo come sopra espresso, prima contenuto nell’art. 7 comma 5 del D.lgs. n. 196/2000 (ora abrogato dal D.lgs. n. 198/2006 ed in questo quasi integralmente confluito) è stato adempiuto dal Comune di Castellazzo Bormida con il piano di azioni positive per il triennio 2006-2008, approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 38/2006. L’approvazione del PAP per il periodo dicembre 2009 dicembre 2012 passa, quindi, necessariamente attraverso un momento di riflessione a consuntivo delle azioni concretamente realizzate, al fine di pervenire, per tale triennio, alla formulazione di un piano che, realisticamente, tenga conto delle esperienze acquisite e, ovviamente, delle criticità rilevate.
.
Le azioni positive previste nel piano 2006/2008 , ciascuna “pensata” in funzione di obiettivi specificamente esplicitati, erano le seguenti:
- Azione 1. Istituzione del Comitato di pari opportunità.
o Resoconto: Il comitato è stato istituito con deliberazione della Giunta comunale n. 78 del 21/09/2006
- Azione 2. a) assicurare, nelle commissioni di concorso e selezione, la presenza di almeno un terzo dei componenti di sesso femminile; Azione 2.b) in sede di richieste di designazioni inoltrate dal Comune ad Enti esterni ai fini della nomina in Commissioni, Comitati ed altri organismi collegiali previsti da norme statutarie e regolamentari interne del Comune, richiamare l’osservanza delle norme in tema di pari opportunità con invito a tener conto della presenza femminile nelle proposte di nomina.
o Resoconto: azione 2a) la presenza è stata assicurata nella Commissione dell’unico concorso espletato (quello, pubblico, per il reclutamento di n. 1 unità di geometra); azione 2b) l’azione non si è concretizzata anche per la scarsità di occasioni a cui applicare la previsione.
- Azione 3: redazione di bandi di concorso/selezione in cui sia richiamato espressamente il rispetto della normativa in tema di pari opportunità e sia contemplato l’utilizzo sia del genere maschile che di quello femminile;
o Resoconto azione 3. : all’utilizzo in questione si è fatto ricorso sia nel bando di concorso pubblico di cui sopra detto, sia negli avvisi di selezione per il reclutamento di personale in mobilità esterna. Tale utilizzo non è stato, invece, altrettanto puntuale negli avvisi per le progressioni economiche orizzontali.
- Azione 4. a) incrementare la partecipazione del personale di sesso femminile ai corsi/seminari di formazione e di aggiornamento anche attraverso una preventiva analisi di particolari esigenze riferite al ruolo tradizionalmente svolto dalle donne lavoratrici in seno alla famiglia, in modo da trovare soluzioni operative atte a conciliare le esigenze di cui detto sopra con quelle formative/professionali; b) favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità o dal congedo di paternità o da congedo parentale o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari sia attraverso l’affiancamento da parte del Responsabile di servizio o di chi ha sostituito la persona assente, sia attraverso la predisposizione di apposite iniziative formative per colmare le eventuali lacune;
o Resoconto Azione 4. a) : la formazione del personale femminile è avvenuta in condizioni di piena parità e non ha risentito in alcun modo delle possibili situazione di difficoltà scaturenti dalla necessità di conciliare le esigenze professionali con quelle familiari. Azione 4.b) l’azione si è concretizzata pienamente in occasione del rientro in servizio di una lavoratrice assente per maternità per un lungo periodo (1 anno).
- Azione 5. In presenza di particolari esigenze dovute a documentata necessità di assistenza e cura nei confronti di disabili, anziani, minori e su richiesta del personale interessato potranno essere definite in accordo con le organizzazioni sindacali forme di flessibilità orarie per periodi di tempo limitati.
o Resoconto Azione 5: si tratta di un’azione apprezzata e concretizzatasi nei confronti di 2 lavoratrici per periodi determinati nel corso dell’intero triennio. Proprio sulla base dell’esperienza acquisita e del gradimento riscontrato, nasce l’opportunità di estendere la previsione per ricomprendervi ulteriori esigenze comunque collegate alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro nonché ai particolari bisogni dei genitori di figli minori in età prescolare e scolare.
- Azione 6. Istituzione sul sito Web del Comune di apposita sezione informativa sulla normativa e sulle iniziative in tema di pari opportunità.
o Resoconto azione 6: è stata istituita sul sito del Comune la sezione tematica “Pari Opportunità” con caratteristiche di ampia visibilità. Per il triennio 2009/2011, si potrà, quindi, prevederne l’implementazione.
La formulazione del piano azioni positive per il triennio 2009/2011 terrà conto, quindi, realisticamente, delle valutazioni a “ consuntivo” espresse dettagliatamente per ciascuna delle azioni previste nel PAP 2006/2008; ciò avverrà sotto un duplice aspetto: da un lato (e in larga misura) saranno ribadite e, ove del caso, incrementate ed ampliate le azioni che sono risultate strumenti efficaci e sostanziali dell’attuazione delle pari opportunità, dall’altro (e in minor misura) alcune azioni rivelatesi non incisive sul piano sostanziale saranno sostituite da altre ritenute, almeno in prospettiva, più efficaci.
La formulazione del piano terrà conto, inoltre, della struttura organizzativa del Comune che vede una forte presenza femminile. La situazione del personale in servizio, alla data attuale è la seguente:
Lavoratori Cat. D Cat. C Cat. B Pos. Infrac. B5 Totale
Donne 3 6 1 10
Uomini 1 4 2 1 8
Lavoratori con funzioni di responsabilità
Dipendenti nominati responsabili di servizio cui sono state attribuite le funzioni di cui all’art. 107 del D.lgs. n. 267/2000:
Donne: n.3
Uomini: n. 1
I livelli dirigenziali sono così rappresentati:
Segretario Comunale
n. 1 donna –
Si dà atto, quindi, che non occorre favorire il riequilibrio della presenza femminile, ai sensi dell’art. 48 comma 1 del D.lgs. n. 198/2006, in quanto non sussiste un divario fra generi inferiore a due terzi.
Per quanto riguarda , invece, la presenza femminile negli organi elettivi comunali, essa è caratterizzata da una prevalenza maschile:
Sindaco: uomo
Consiglio Comunale: n. 4 donne- n. 13 uomini
Giunta Comunale :n. 1 donna – n. 6 uomini
PIANO AZIONI POSITIVE dicembre 2009 dicembre 2012
- Obiettivo 1. Migliorare la cultura amministrativa sul tema delle differenze di genere e pari opportunità .
- Obiettivo 2: Promuovere, anche in sinergia con altri Enti, la definizione di interventi intesi alla diffusione della cultura delle pari opportunità nell’ambito degli organi istituzionali del Comune e sul territorio comunale.
- Obiettivo 3: Garantire il rispetto delle pari opportunità nelle procedure di reclutamento del personale.
- Obiettivo 4: Promuovere le pari opportunità in materia di formazione, di aggiornamento e di qualificazione professionale, considerando anche la posizione delle donne lavoratici stesse in seno alla famiglia;
- Obiettivo 5: Facilitare l’utilizzo di forme di flessibilità orarie finalizzate al superamento di situazioni di disagio o, comunque, alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro.
- Obiettivo 6- Promuovere la comunicazione e la diffusione delle informazioni sui temi delle pari opportunità.
Azioni :
- Azione 1. Attribuzione al Comitato di pari opportunità, già istituito, di un ruolo attivo sia in materia di proposte ed iniziative volte a diffondere nell’ambiente di lavoro le conoscenze in materia di pari opportunità , sia in materia di monitoraggio delle fasi di attuazione del PAP. Per rendere più incisivo il ruolo del comitato si prevede l’adozione di apposito regolamento.
- Azione 2. Attivare, attraverso le Consigliere comunali neo-elette, le procedure necessarie a formalizzare l’adesione alla Consulta delle elette della Provincia di Alessandria istituita nel 2007.
- Azione 3. redazione di bandi di concorso/selezione in cui sia richiamato espressamente il rispetto della normativa in tema di pari opportunità e sia contemplato l’utilizzo sia del genere maschile che di quello femminile, con attenzione all’attuazione anche negli avvisi per procedure interne (progressioni economiche),
- Azione 4. a) incrementare la partecipazione del personale di sesso femminile ai corsi/seminari di formazione e di aggiornamento anche attraverso una preventiva analisi di particolari esigenze riferite al ruolo tradizionalmente svolto dalle donne lavoratrici in seno alla famiglia, in modo da trovare soluzioni operative atte a conciliare le esigenze di cui detto sopra con quelle formative/professionali; b) favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità o dal congedo di paternità o da congedo parentale o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari sia attraverso l’affiancamento da parte del Responsabile di servizio o di chi ha sostituito la persona assente, sia attraverso la predisposizione di apposite iniziative formative per colmare le eventuali lacune;
- Azione 5. In presenza di particolari esigenze dovute a documentata necessità di assistenza e cura nei confronti di disabili, anziani, minori, in caso di esigenze collegate alla conciliazione fra orario di lavoro e orario di ingresso dei figli minori in micronido o scuola materna o scuola elementare nonché in caso di pregnanti e apprezzabili necessità connesse alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro ed alla diminuzione di situazioni di disagio psico-fisico dei lavoratori e delle lavoratrici, su richiesta del personale interessato e sempre che le richieste non contrastino con le esigenze istituzionali del Comune e con gli orari in cui determinate attività d’ufficio devono essere svolte, potranno essere definite in accordo con le organizzazioni sindacali forme di flessibilità orarie strettamente funzionali alle necessità rappresentate.
- Azione 6. Implementazione della sezione tematica sulle pari opportunità, già istituita sul sito del Comune in attuazione di misura prevista nel PAP 2006/2008, anche attraverso la ricerca di forme di collaborazione con altri Enti e Organismi al fine di incrementare il materiale informativo sulla normativa e sulle iniziative in tema di pari opportunità,
Durata del piano: triennale decorrente dalla data di esecutività del provvedimento deliberativo di approvazione -
Pubblicazione e diffusione: Il Piano sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune , sarà trasmesso all’Assessorato competente della Provincia di Alessandria ed alla Consigliera provinciale di parità.
Sarà, inoltre, reso disponibile per tutti i dipendenti sulla rete intranet del Comune di Castellazzo Bormida. Nel periodo di vigenza, presso l’ufficio di segreteria comunale, saranno raccolti pareri, osservazioni, suggerimenti e possibili soluzioni ai problemi incontrati da parte del personale dipendente in modo da poter procedere, alla scadenza, ad un aggiornamento adeguato e condiviso.
Castellazzo Bormida lì 25/11/2009
PREMESSA
La legge 10 aprile 1991 n. 125 “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro” (ora abrogata dal D.lgs. n. 198/2006” codice delle pari opportunità tra uomo e donna “, in cui è quasi integralmente confluita) rappresenta una svolta fondamentale nelle politiche in favore delle donne, tanto da essere classificata come la legge più avanzata in materia in tutta l´Europa occidentale. Il percorso che ha condotto dalla parità formale della legge n.903 del 1997 alla parità sostanziale della legge sopra detta è stato caratterizzato in particolare da:
- l’ istituzione di osservatori sull´andamento dell´occupazione femminile;
- l´obbligo dell´imprenditore di fornire informazioni sulla percentuale dell´occupazione femminile;
- il mantenimento di determinate proporzioni di manodopera femminile;
- l’´istituzione del Consigliere di parità che partecipa senza diritto di voto alle Commissioni regionali per l´impiego, al fine di vigilare sull´attuazione della normativa sulla parità uomo-donna.
Il D.lgs. 11 aprile 2006 n. 198, all’art. 48,- prevede che: “ Ai sensi degli articoli 1, comma 1, lettera c), 7, comma 1,e 57, comma 1 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i comuni e gli altri enti pubblici non economici, sentiti gli organismi di rappresentanza previsti dall’art. 42 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, ovvero, in mancanza, le organizzazioni rappresentative nell’ambito del comparto e dell’’area di interesse, sentito inoltre in relazione alla sfera operativa della rispettiva attività, il Comitato di cui all’art.10, e la Consigliera o il Consigliere nazionale di parità, ovvero il Comitato per le Pari Opportunità eventualmente previsto dal contratto collettivo e la Consigliera o il Consigliere di parità territorialmente competente, predispongono piani di azione positive tendenti ad assicurare, nel loro ambito rispettivo, la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne. Detti piani, tra l’ altro, al fine di promuovere l’inserimento delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate, ai sensi dell’art.42 comma 2 lettera d), favoriscono il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche ove sussista un divario tra generi non inferiore a due terzi…. Omissis…. I Piani di cui al presente articolo hanno durata triennale (…)”.
L’obbligo normativo come sopra espresso, prima contenuto nell’art. 7 comma 5 del D.lgs. n. 196/2000 (ora abrogato dal D.lgs. n. 198/2006 ed in questo quasi integralmente confluito) è stato adempiuto dal Comune di Castellazzo Bormida con il piano di azioni positive per il triennio 2006-2008, approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 38/2006. L’approvazione del PAP per il periodo dicembre 2009 dicembre 2012 passa, quindi, necessariamente attraverso un momento di riflessione a consuntivo delle azioni concretamente realizzate, al fine di pervenire, per tale triennio, alla formulazione di un piano che, realisticamente, tenga conto delle esperienze acquisite e, ovviamente, delle criticità rilevate.
.
Le azioni positive previste nel piano 2006/2008 , ciascuna “pensata” in funzione di obiettivi specificamente esplicitati, erano le seguenti:
- Azione 1. Istituzione del Comitato di pari opportunità.
o Resoconto: Il comitato è stato istituito con deliberazione della Giunta comunale n. 78 del 21/09/2006
- Azione 2. a) assicurare, nelle commissioni di concorso e selezione, la presenza di almeno un terzo dei componenti di sesso femminile; Azione 2.b) in sede di richieste di designazioni inoltrate dal Comune ad Enti esterni ai fini della nomina in Commissioni, Comitati ed altri organismi collegiali previsti da norme statutarie e regolamentari interne del Comune, richiamare l’osservanza delle norme in tema di pari opportunità con invito a tener conto della presenza femminile nelle proposte di nomina.
o Resoconto: azione 2a) la presenza è stata assicurata nella Commissione dell’unico concorso espletato (quello, pubblico, per il reclutamento di n. 1 unità di geometra); azione 2b) l’azione non si è concretizzata anche per la scarsità di occasioni a cui applicare la previsione.
- Azione 3: redazione di bandi di concorso/selezione in cui sia richiamato espressamente il rispetto della normativa in tema di pari opportunità e sia contemplato l’utilizzo sia del genere maschile che di quello femminile;
o Resoconto azione 3. : all’utilizzo in questione si è fatto ricorso sia nel bando di concorso pubblico di cui sopra detto, sia negli avvisi di selezione per il reclutamento di personale in mobilità esterna. Tale utilizzo non è stato, invece, altrettanto puntuale negli avvisi per le progressioni economiche orizzontali.
- Azione 4. a) incrementare la partecipazione del personale di sesso femminile ai corsi/seminari di formazione e di aggiornamento anche attraverso una preventiva analisi di particolari esigenze riferite al ruolo tradizionalmente svolto dalle donne lavoratrici in seno alla famiglia, in modo da trovare soluzioni operative atte a conciliare le esigenze di cui detto sopra con quelle formative/professionali; b) favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità o dal congedo di paternità o da congedo parentale o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari sia attraverso l’affiancamento da parte del Responsabile di servizio o di chi ha sostituito la persona assente, sia attraverso la predisposizione di apposite iniziative formative per colmare le eventuali lacune;
o Resoconto Azione 4. a) : la formazione del personale femminile è avvenuta in condizioni di piena parità e non ha risentito in alcun modo delle possibili situazione di difficoltà scaturenti dalla necessità di conciliare le esigenze professionali con quelle familiari. Azione 4.b) l’azione si è concretizzata pienamente in occasione del rientro in servizio di una lavoratrice assente per maternità per un lungo periodo (1 anno).
- Azione 5. In presenza di particolari esigenze dovute a documentata necessità di assistenza e cura nei confronti di disabili, anziani, minori e su richiesta del personale interessato potranno essere definite in accordo con le organizzazioni sindacali forme di flessibilità orarie per periodi di tempo limitati.
o Resoconto Azione 5: si tratta di un’azione apprezzata e concretizzatasi nei confronti di 2 lavoratrici per periodi determinati nel corso dell’intero triennio. Proprio sulla base dell’esperienza acquisita e del gradimento riscontrato, nasce l’opportunità di estendere la previsione per ricomprendervi ulteriori esigenze comunque collegate alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro nonché ai particolari bisogni dei genitori di figli minori in età prescolare e scolare.
- Azione 6. Istituzione sul sito Web del Comune di apposita sezione informativa sulla normativa e sulle iniziative in tema di pari opportunità.
o Resoconto azione 6: è stata istituita sul sito del Comune la sezione tematica “Pari Opportunità” con caratteristiche di ampia visibilità. Per il triennio 2009/2011, si potrà, quindi, prevederne l’implementazione.
La formulazione del piano azioni positive per il triennio 2009/2011 terrà conto, quindi, realisticamente, delle valutazioni a “ consuntivo” espresse dettagliatamente per ciascuna delle azioni previste nel PAP 2006/2008; ciò avverrà sotto un duplice aspetto: da un lato (e in larga misura) saranno ribadite e, ove del caso, incrementate ed ampliate le azioni che sono risultate strumenti efficaci e sostanziali dell’attuazione delle pari opportunità, dall’altro (e in minor misura) alcune azioni rivelatesi non incisive sul piano sostanziale saranno sostituite da altre ritenute, almeno in prospettiva, più efficaci.
La formulazione del piano terrà conto, inoltre, della struttura organizzativa del Comune che vede una forte presenza femminile. La situazione del personale in servizio, alla data attuale è la seguente:
Lavoratori Cat. D Cat. C Cat. B Pos. Infrac. B5 Totale
Donne 3 6 1 10
Uomini 1 4 2 1 8
Lavoratori con funzioni di responsabilità
Dipendenti nominati responsabili di servizio cui sono state attribuite le funzioni di cui all’art. 107 del D.lgs. n. 267/2000:
Donne: n.3
Uomini: n. 1
I livelli dirigenziali sono così rappresentati:
Segretario Comunale
n. 1 donna –
Si dà atto, quindi, che non occorre favorire il riequilibrio della presenza femminile, ai sensi dell’art. 48 comma 1 del D.lgs. n. 198/2006, in quanto non sussiste un divario fra generi inferiore a due terzi.
Per quanto riguarda , invece, la presenza femminile negli organi elettivi comunali, essa è caratterizzata da una prevalenza maschile:
Sindaco: uomo
Consiglio Comunale: n. 4 donne- n. 13 uomini
Giunta Comunale :n. 1 donna – n. 6 uomini
PIANO AZIONI POSITIVE dicembre 2009 dicembre 2012
- Obiettivo 1. Migliorare la cultura amministrativa sul tema delle differenze di genere e pari opportunità .
- Obiettivo 2: Promuovere, anche in sinergia con altri Enti, la definizione di interventi intesi alla diffusione della cultura delle pari opportunità nell’ambito degli organi istituzionali del Comune e sul territorio comunale.
- Obiettivo 3: Garantire il rispetto delle pari opportunità nelle procedure di reclutamento del personale.
- Obiettivo 4: Promuovere le pari opportunità in materia di formazione, di aggiornamento e di qualificazione professionale, considerando anche la posizione delle donne lavoratici stesse in seno alla famiglia;
- Obiettivo 5: Facilitare l’utilizzo di forme di flessibilità orarie finalizzate al superamento di situazioni di disagio o, comunque, alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro.
- Obiettivo 6- Promuovere la comunicazione e la diffusione delle informazioni sui temi delle pari opportunità.
Azioni :
- Azione 1. Attribuzione al Comitato di pari opportunità, già istituito, di un ruolo attivo sia in materia di proposte ed iniziative volte a diffondere nell’ambiente di lavoro le conoscenze in materia di pari opportunità , sia in materia di monitoraggio delle fasi di attuazione del PAP. Per rendere più incisivo il ruolo del comitato si prevede l’adozione di apposito regolamento.
- Azione 2. Attivare, attraverso le Consigliere comunali neo-elette, le procedure necessarie a formalizzare l’adesione alla Consulta delle elette della Provincia di Alessandria istituita nel 2007.
- Azione 3. redazione di bandi di concorso/selezione in cui sia richiamato espressamente il rispetto della normativa in tema di pari opportunità e sia contemplato l’utilizzo sia del genere maschile che di quello femminile, con attenzione all’attuazione anche negli avvisi per procedure interne (progressioni economiche),
- Azione 4. a) incrementare la partecipazione del personale di sesso femminile ai corsi/seminari di formazione e di aggiornamento anche attraverso una preventiva analisi di particolari esigenze riferite al ruolo tradizionalmente svolto dalle donne lavoratrici in seno alla famiglia, in modo da trovare soluzioni operative atte a conciliare le esigenze di cui detto sopra con quelle formative/professionali; b) favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità o dal congedo di paternità o da congedo parentale o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari sia attraverso l’affiancamento da parte del Responsabile di servizio o di chi ha sostituito la persona assente, sia attraverso la predisposizione di apposite iniziative formative per colmare le eventuali lacune;
- Azione 5. In presenza di particolari esigenze dovute a documentata necessità di assistenza e cura nei confronti di disabili, anziani, minori, in caso di esigenze collegate alla conciliazione fra orario di lavoro e orario di ingresso dei figli minori in micronido o scuola materna o scuola elementare nonché in caso di pregnanti e apprezzabili necessità connesse alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro ed alla diminuzione di situazioni di disagio psico-fisico dei lavoratori e delle lavoratrici, su richiesta del personale interessato e sempre che le richieste non contrastino con le esigenze istituzionali del Comune e con gli orari in cui determinate attività d’ufficio devono essere svolte, potranno essere definite in accordo con le organizzazioni sindacali forme di flessibilità orarie strettamente funzionali alle necessità rappresentate.
- Azione 6. Implementazione della sezione tematica sulle pari opportunità, già istituita sul sito del Comune in attuazione di misura prevista nel PAP 2006/2008, anche attraverso la ricerca di forme di collaborazione con altri Enti e Organismi al fine di incrementare il materiale informativo sulla normativa e sulle iniziative in tema di pari opportunità,
Durata del piano: triennale decorrente dalla data di esecutività del provvedimento deliberativo di approvazione -
Pubblicazione e diffusione: Il Piano sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune , sarà trasmesso all’Assessorato competente della Provincia di Alessandria ed alla Consigliera provinciale di parità.
Sarà, inoltre, reso disponibile per tutti i dipendenti sulla rete intranet del Comune di Castellazzo Bormida. Nel periodo di vigenza, presso l’ufficio di segreteria comunale, saranno raccolti pareri, osservazioni, suggerimenti e possibili soluzioni ai problemi incontrati da parte del personale dipendente in modo da poter procedere, alla scadenza, ad un aggiornamento adeguato e condiviso.
Castellazzo Bormida lì 25/11/2009
| DOCUMENTI | |
|---|---|
| Titolo | Doc |
| PIANO AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2006 - 2008 (ex art. 7 comma 5 D. Lgs. n. 196/2000) | Pap 2006_2009.pdf |
| Delibera G.C. n. 78 del 21/09/2006 ad oggetto: "Istituzione comitato per le pari opportunità in applicazione art. 19 comma 2 CCNL Regioni - Autonomie Locali 14/09/2000" | GC78_06.pdf |
| Direttiva 23 maggio 2007 (Pubblica sulla G.U. n. 173 del 27/07/2007) ad oggetto: "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche" | direttiva_23_05_07_gu.pdf |
| Donne straniere in scena | laboratori com.ne pari opportunità.pdf |
| Il concorso Eurointerim "Donna e Lavoro" | bando.pdf |
| Verbale Incontro XIV^ Consulta Pari Opportunità del 03/02/2009 | Verbale Incontro XIVA Consulta Pari Opportunità 3 febbraio 2009 ore 10.pdf |
| Consulta delle Elette del Piemonte: rose bianche in memoria delle donne vittime di violenza | Consulta delle Elette del Piemonte.pdf |
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